A dieci anni dalla fondazione, il maestro De Stasio racconta l’origine della scintilla che ha portato alla genesi di uno dei piu’ innovativi festival musicali di musica colta in Italia.
Il “Classical Music Festival Costa Smeralda” di Porto Cervo nasce nel 2017 dalla volontà del Consorzio Costa Smeralda di concludere le attività estive all’insegna della Grande Musica e dei Grandi Interpreti.Quando ricevetti dalla Direzione Generale del Consorzio la proposta di costruire insieme questa magnifica iniziativa, mi senti invaso dall’entusiasmo. Poter realizzare quello che era sempre stato il mio sogno — condividere con i più grandi musicisti e con il pubblico la gioia e le emozioni che la musica è capace di trasmettere — rappresentava per me un’opportunità straordinaria.Organizzare concerti con grandi nomi non era particolarmente complicato, poiché avevo già maturato, nel corso della mia carriera, numerose conoscenze dirette con celebri musicisti, con i quali avevo avuto il privilegio di condividere le sale da concerto. Dovevo, quindi, trovare un altro punto di vista, qualcosa che permettesse di creare un’esperienza davvero particolare.Sono partito proprio dal significato della parola Festival, che deriva dal latino festum, divenuto poi festivum: una festa. Il concetto di Festival, dunque, non doveva limitarsi a una rassegna di meravigliose composizioni dei grandi geni della musica, eseguite da interpreti di altissimo livello.Dovevo creare qualcosa di speciale anche prima che iniziasse la musica: dovevo creare, appunto, una vera Festa. Questo poteva avvenire già a partire dalla preparazione stessa del Festival, favorendo la convivenza tra musicisti affermati, giovani musicisti e solisti di eccezionale levatura, tutti ospitati nello stesso villaggio.L’idea era quella di condividere anche momenti al di fuori del palcoscenico: organizzare insieme cene piacevoli e divertenti, durante le quali i grandi solisti, stimolati dalle domande dei giovanissimi, potessero raccontare aneddoti della loro vita e della loro carriera. È accaduto, per esempio, con la leggendaria Martha Argerich e con Mischa Maisky, ma anche con tutti gli altri grandi solisti che si sono succeduti nelle diverse edizioni del Festival.In questo modo, edizione dopo edizione, siamo riusciti a creare un legame profondo tra tutti gli artisti coinvolti: un legame che è andato ben oltre la semplice preparazione tecnica dei concerti. Devo dire che anche il pubblico ha apprezzato profondamente questa intenzione e, proprio grazie a essa, siamo riusciti, fino a oggi, a rompere quel muro che spesso si crea tra gli artisti sul palco e il pubblico.Gli spettatori si sono sentiti coinvolti e avvolti da questo amore per l’arte e per la Grande Musica, dimostrando sempre nei confronti di tutti i musicisti grande calore, partecipazione e sincero apprezzamento per ciò che siamo riusciti a realizzare, nel tentativo di regalare a ogni spettatore non soltanto un concerto, ma soprattutto un’emozione.Perché, come disse il filosofo e musicologo Aristosseno, anche se la protagonista è la musica, con le sue composizioni e i suoi interpreti, se non ci fosse il pubblico, che è il vero protagonista, tutto questo non esisterebbe.
Guglielmo De Stasio
(Direttore Artistico e Konzertmeister)